



il 19 marzo
Antony McCall: The Vertical Works
Milano, Hangar Bicocca
20 marzo – 21 giugno 2009
PHOTO CREDIT
Courtesy Sean Kelly Gallery, New York, Galerie Thomas Zander, Cologne, Galerie Martine Aboucaya, Paris.
ANTHONY McCALL: BREATH
Hangar Bicocca, Spazio d’Arte Contemporanea
20 marzo - 21 giugno 2009
Anteprima stampa: giovedì 19 marzo ore 11.30
Vernissage: giovedì 19 marzo dalle ore 19
Progetto di Serena Cattaneo Adorno
La nuova mostra dell’Hangar Bicocca è dedicata alle straordinarie sculture di luce di Anthony McCall.
L’artista inglese, nato nel 1946, che da tempo vive a New York, presenta per la prima volta una serie di recenti Solid Light Films (ovvero film di luce solida), opere che dimostrano la tecnica multi-disciplinare dell’artista nella quale installazione, film e performance si sovrappongono creando un dialogo con lo spazio industriale dell'Hangar Bicocca - uno dei pochissimi luoghi espositivi al mondo che, per altezza e scala, può ospitare una serie di queste installazioni.
Le opere che verranno esposte sono in gran parte inedite e datate dal 2004 al 2009, delle quali un’opera in particolare e’ stata concepita e prodotta espressamente per l’Hangar Bicocca.
I lavori verticali Breath I e Breath II (2004), Breath III (2005), Between You and I (lavoro del 2006 presentato per la prima volta alla Round Chapel di Londra), Expecting e Meeting you Halfway (2009), rappresentano una esplorazione delle possibilità di descrizione astratta del corpo o delle interazioni tra i corpi.
McCall inizia a lavorare con film e performance nei primi anni 70, cominciando con una serie di performance all’aperto e servendosi del fuoco come materiale scultoreo, visibile ad esempio nell’opera intitolata Landscape for Fire (1972). L’artista può inoltre essere considerato uno dei più importanti rappresentanti del cinema ‘avant-garde’ londinese degl’anni ’70 osservabile nei suoi film Argument (1978) e Sigmund Freud's Dora (1979) che esaminano dibattiti contemporanei e nozioni di rappresentazione, genere e sessualita’.
L’artista ha ideato il suo primo Solid Light Film nel 1973 con Line Describing a Cone (un film in 16mm): pensando alla meccanica di proiezione dei film, nota che il fascio di luce ha una presenza tridimensionale la quale viene poi riversata sullo schermo bidimensionale dove le immagini si formano. Queste opere sono infatti semplici proiezioni che danno risalto in maniera sconvolgente alle qualità scultoree di un fascio luminoso. Negli spazi scuriti e riempiti di nebbia, le proiezioni generano un'illusione di figure astratte tridimensionali, degli ellissi, delle onde e delle superfici piane che gradualmente si espandono, si contraggono o accarezzano lo spazio – come pareti architettoniche effimere. In queste installazioni, l'artista scompone lo strumento cinematografo riducendo la pellicola alle parziali componenti temporali e visive, rimuovendo interamente lo schermo come la superficie prescritta per la proiezione. Le opere inoltre modificano il rapporto tra pubblico e pellicola, trasformando i visitatori in partecipanti, permettendo ai loro corpi di intersecare e modificare le forme transitorie.
L’artista ha quindi rielaborato questo primo lavoro con l’ingegnosità del digitale per ottenere opere che si possono posizionare tra scultura e cinema. Scultura perché le forme occupano lo spazio tridimensionale e come tali possono essere scoperte solo camminando dentro e attorno alle loro ‘stanze’ traslucide; cinema perché le forme e le ‘stanze’ sono costruite attraverso luce proiettata, che è essa stessa in movimento, e che lentamente cambia secondo una struttura temporale che si definisce con lo scorrere del tempo.
Scopo di McCall è aprire radicalmente l’oggetto d’arte ad un’esperienza fenomenologia e di durata nel tempo.
Ogni opera che prende forma in una proiezione si basa su una complessa progettazione scientifica che coinvolge matematici e programmatori ed ha i suoi fondamenti in formule matematiche, equazioni algebriche e assiomi geometrici. Le proiezioni avvengono nello spazio oscurato, ma non sono del tutto silenziose: il rumore del proiettore, il mormorio del pubblico, i movimenti corporei creano una sorta di colonna sonora speciale che rende suggestiva e particolare l’esperienza del visitatore.
Prima del 2004 McCall ha utilizzato forme orizzontali, con scala identica: il cono di luce del proiettore è di circa 10-12 metri di distanza dalla parete o pavimento sul quale e’ proiettata. “Ma - spiega l’artista - c’è una grande differenza nel rapportarci ad esse: nelle forme orizzontali ci si muove dentro e attorno ad ogni parte della scultura e la sorgente di luce è vicina al livello degli occhi; quelle verticali si elevano verso l’alto, cinque volte la nostra altezza, perciò ci si può solo muovere intorno alla parte più bassa della scultura e si guarda sopra al tunnel di luce anziché lungo esso. Simultaneamente le correnti d’aria disegnano la foschia e la portano ad avvitarsi con un movimento a spirale sino al punto in cui svaniscono nella lente del proiettore.”
Un recente interesse per l’artista è risultato in una moltitudine di presentazioni del suo lavoro in musei e gallerie a livello internazionale, dei quali si possono citare le seguenti istituzioni: Whitney Museum, New York (2001-02); Museum Moderner Kunst, Vienna (2003-4); Hartware Medien Kunstverein, Dortmund (2004); Hayward Gallery, Londra (2004); Kunsthaus Zürich, Zurigo(2006); Hamburger Bahnhof, Berlino (2006-07). Più recentemente e con grande successo è stata presentata la mostra di indagine itinerante Elements for a Retrospective iniziata al Musée de Rochechouart, Francia (2007) presentata poi alla Serpentine Gallery di Londra (2007-8), ed attualmente allo Utzon Center, Aalborg in Danimarca (fino al 3 Febbraio 2009).
La mostra sarà inoltre accompagnata da una pubblicazione illustrata con testo critico di Hal Foster.
Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano
Orari: tutti i giorni 11-19,giovedì 14.30-22, chiuso il lunedì
Biglietto unico: intero € 8, ridotto € 6
Visite e laboratori gratuiti per tutte le scuole solo su prenotazione
www.hangarbicocca.it
Ufficio Stampa: Lucia Crespi, tel 02 9415532 - 89401645, lucia@luciacrespi.it